DRY NEEDLING

Il Dry Needling (DN) è una tecnica di trattamento utilizzata dai fisioterapisti fin dagli anni ’80 in molti paesi (Canada, Irlanda, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti) ed attualmente in fase di sviluppo in Italia.

Secondo la definizione dell’APTA (American Physiotherapist Association) è un intervento qualificato che utilizza un ago filiforme per penetrare la cute e stimolare i sottostanti Trigger Point miofasciali, i muscoli ed il tessuto connettivo, con l’obiettivo di gestire il dolore neuro-muscolo-scheletrico e i disordini del movimento. È una tecnica utilizzata per […] diminuire la costante afferenza periferica nocicettiva, ridurre o ristabilire gli squilibri di funzioni e strutture corporee, migliorando l’attività e la partecipazione”.

I Trigger Point sono degli ispessimenti della miofibrilla muscolare che mantengono in situ uno stato di fibrotizzazione del tessuto, e clinicamente riproducono quel famoso “Dolore Irradiato” ovvero percepito lontano dalla sede del Trigger Point stesso.

La tecnica prevede l’uso di aghi di piccolo calibro (30mmx30mm) che vengono inseriti delicatamente nel muscolo e rimossi dopo pochi secondi.

Il DN NON E’AGOPUNTURA!! L’uso di aghi simili a quelli usati dagli agopuntori non deve trarre in inganno, infatti l’agopuntura fa parte delle discipline non convenzionali praticate secondo indicazione personale del medico specializzato che la esegue.

Il DN non è una disciplina bensì una tecnica applicata coadiuvante che mira alla riduzione del dolore permettendo il fisioterapista di impostare il trattamento più idoneo per il paziente; essa è efficace e sicura, con pochi effetti collaterali e ben tollerata dai pazienti.

Brady S, McEvoy J, Dommerholt J, Doody C. Adverse events following trigger point dry needling: a prospective survey of chartered physiotherapists. Journal of Manual & Manipulative Therapy. September 6, 2013

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